Donazioni

Per realizzare le sistemazioni patrimoniali nell’ambito di una data compagine familiare si può ricorrere alla stipula della donazione presso un notaio. Con tale atto si realizza un trasferimento patrimoniale a titolo gratuito. Le imposte dovute sulla donazione sono diverse a seconda del grado di parentela del donatario (soggetto che beneficia della regalia)

IMPOSTA DONAZIONI

L’imposta sulle donazioni si applica al valore dei beni e dei diritti che sono oggetto di trasferimento, ivi comprese la costituzione di diritti reali o la rinuncia ai medesimi (ad esempio, la costituzione di un fondo patrimoniale o la rinuncia al diritto di usufrutto), e la donazione di beni situati all’estero, se i beneficiari sono residenti in Italia.

Beni oggetto dell’imposta
I beni oggetto dell’imposta sono i medesimi sui quali è dovuta l’imposta sulle successioni ed in particolare: i beni immobili;

- i beni mobili di qualsiasi tipo;

- le azioni e le quote di partecipazioni in società che hanno la sede legale, l’amministrazione o il loro oggetto principale in Italia;

- le obbligazioni e gli altri titoli (ad esempio, i titoli di Stato);

- i crediti, le cambiali, i vaglia cambiari e gli assegni, se emessi da soggetto residente in Italia;

- le liberalità indirette, cioè quegli atti che configurano una donazione anche se non formalizzata (ad esempio, il pagamento di un debito altrui, con rinuncia alla rivalsa).

E’ opportuno evidenziare che, a differenza dell’imposta sulle successioni, l’imposta sulle donazioni si applica anche ai titoli di Stato. Sono invece escluse dall’imposta le donazioni a favore dello Stato, di regioni, province e comuni, di altri enti pubblici, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute, di Onlus, di organizzazioni e partiti politici. Gli autoveicoli iscritti al pubblico registro automobilistico sono esclusi dall’imposta di donazione, come pure il bene mobile considerabile di modico valore. Le aziende trasferite dall’imprenditore ai figli sono esenti da imposta di donazione se i beneficiari proseguono nell’esercizio dell’attività per un periodo di almeno 5 anni dalla data del trasferimento. 

Il calcolo dell’imposta
L’imposta è dovuta dai beneficiari della donazione, cioè da chi riceve la donazione, secondo le stesse disposizioni previste per l’imposta sulle successioni e con le stesse franchigie (cioè soglie entro le quali non è dovuta l’imposta), sotto evidenziate: 

- coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori e , in generale, ascendenti e discendenti): 4%, con franchigia fino a € 1.000.000,00 di valore dell’eredità;

- fratelli e sorelle, 6%, con franchigia di € 100.000,00;

- altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado:6% senza franchigia;

- tutti gli altri soggetti, 8% senza franchigia
 

In caso di beneficiario portatore di handicap grave la franchigia applicabile è di € 1.500.000,00

Il versamento dell’imposta

Le donazioni devono essere fatte per atto pubblico, cioè in presenza del notaio che redige l’atto, lo registra all’Ufficio delle Entrate competente e provvede al versamento dell’imposta di registro nella misura fissa di  € 200,00. Nel caso in cui oggetto di donazione siano beni immobili, sono dovute anche le imposte ipotecaria e catastale nella misura rispettiva del 2% e dell’1% (€ 50,00, se "prima casa"). L’imposta sulle donazioni deve essere versata contestualmente alla registrazione dell’atto.

ACQUISTO IMMOBILE DONATO

Quando si acquista un immobile o, più precisamente, quando si firma il preliminare di vendita, è consigliabile che la persona impegnata ad acquistare (definita promissario acquirente) verifichi se la parte venditrice abbia acquisito il bene mediante donazione o se nei trasferimenti che ne hanno preceduto l’acquisto sono presenti delle donazioni.

Qualora dovesse emergere una donazione, è necessario informarsi se il donante è ancora in vita o, se non lo è più, da quanti anni è venuto a mancare ed anche quanti anni sono passati dalla data della trascrizione della donazione. In base a queste informazioni si delineerà la strada più opportuna da percorrere per acquistare l’immobile in tranquillità, tutelando così l'acquirente.

Acquisto con donante ancora in vita

 Se il donante è vivente, l’azione di rivendica del bene nei confronti dell’acquirente dell’immobile, meglio definita come azione di restituzione, non può essere attuata nell’immediato. Essa potrà essere esercitata dal momento della morte del donante fino ai 10 anni successivi, a condizione però che si verifichino contemporaneamente alcune situazioni:

-    che il donante non abbia lasciato alla sua morte beni sufficienti a ricoprire la quota spettante ad ogni erede legittimo;
-    che il venditore che aveva ricevuto il bene in donazione non abbia nel proprio patrimonio beni sufficienti per liquidare i legittimari;
-    che non siano già passati 20 anni dalla data di trascrizione della donazione.

Diventa quindi difficile al momento della firma del preliminare verificare tali condizioni, poiché si tratta di questioni future ed incerte, di cui non possiamo conoscere l'evoluzione certa. Il donante potrebbe ad esempio venire a mancare dopo 20 anni dalla donazione, oppure il suo patrimonio potrebbe subire per vari motivi delle variazioni notevoli tra l’acquisto dell’immobile donato e il suo decesso. Purtroppo in questi casi non esistono rimedi che tutelino in modo convincente l’acquirente. A titolo informativo posso riportare degli esempi, seppur con valore giuridico incerto, come la risoluzione della donazione per mutuo dissenso, la rinuncia da parte dei legittimari all’azione di restituzione, la fideiussione a carico del donante o dei legittimari a favore dell’acquirente come garanzia dei danni derivanti dall’azione di restituzione.

Acquisto con donante deceduto da meno di 10 anni

Si tratta di una situazione delicata perché nei dieci anni successivi al decesso del donante può essere esercitata l’azione di restituzione. A differenza del caso in cui il donante è ancora in vita, diventa però più semplice individuare se ricadiamo in uno dei casi precedentemente descritti. In tali situazioni è possibile attuare una misura di tutela a favore dell’acquirente dell’immobile, che consiste nella rinuncia espressa da parte di tutti i legittimari all’azione di riduzione o per lo meno all’azione di restituzione verso terzi. Questa rinuncia è valida e possibile ovviamente solo dopo la morte del donante. Tuttavia l’acquirente dell’immobile può ritenersi davvero tranquillo solo se si riesce a venire a conoscenza di tutti i legittimari esistenti e solo se questi accettano di firmare. Quanto ai casi di donante ancora in vita o donante deceduto da meno di 10 anni, è bene specificare che esiste un rischio per l’acquirente, ma è soltanto un rischio potenziale, perché la presenza di una donazione non implica per forza la rivendica del bene da parte di terzi. Pertanto la giurisprudenza ritiene ingiustificato l’eventuale rifiuto del promissario acquirente a stipulare il contratto definitivo di compravendita portando come motivazione l’essere venuto a conoscenza successivamente al preliminare di una donazione dell’immobile avvenuta in passato.

Acquisto con donante deceduto da più di 10 anni

Se il donante è venuto a mancare da almeno 10 anni si ritiene prescritto il diritto ad agire in riduzione. Pertanto se entro il decimo anno non è stata trascritta la domanda di riduzione l’acquirente può acquistare l’immobile senza correre alcun rischio.

Acquisto con donazione risalente a più di 20 anni fa

Indipendentemente dal fatto che il donante sia ancora in vita o meno, se sono trascorsi dalla data di trascrizione della donazione più di 20 anni e durante questo periodo non si sono verificate opposizioni da parte del coniuge o parenti in linea retta, l’acquirente non correrà alcun rischio ad acquistare l’immobile perché l’azione di restituzione non si può più esercitare. Ciò è valido senza dubbio per donazioni effettuate a partire dal 15 maggio 2005. Per donazioni precedenti la situazione non è così certa. Purtroppo la legge 80/2005 non chiarisce in modo inequivocabile le norme da applicare a donazioni antecedenti a quella data